mercoledì 15 febbraio 2012

Novità: I giorni del miele e dello zenzero di Annia Ciezaldo



I giorni del miele e dello zenzero
Annia Ciezaldo
Pagine: 490
Piemme
Prezzo: 19,50 Euro

E' appena uscito per Piemme I giorni del miele e dello zenzero della giornalista Annia Ciazaldo.
L'autrice, corrispondente da Baghdad, Beirut, dalla Siria, dal Kurdistan e da Israele ci racconta come il cibo è stato, in ogni momento della sua vita, il filo invisibile che ha tenuto insieme la sua vita e i suoi affetti.
La trama:
Negli anni del vagabondaggio da un capo all'altro dell'America, che fossero sul divano di un'amica o in qualche monolocale malridotto, sua madre faceva sempre in modo che ci si ritrovasse a tavola per cena.
Quello è il segreto che Annia ha imparato fin da ragazzina: casa non è dove stai, sono le cose che fai.
E una pentola sul fuoco e un aroma di prezzemolo, menta e spezie che si diffonde nell'aria è una di quelle.
L'amore per i profumi e i sapori, quelli più comuni e quelli più insoliti, accompagna la vita di Annia fin dall'infanzia nella grande casa dei nonni di origine greca, dove le foglie di vite ripiene sono un piatto immancabile.
Cibi che saldano legami e affetti, ricette che sono fili invisibili tra persone diverse. Saranno quelle stesse foglie di vite a far scattere la scintilla tra lei e un ragazzo libanese, il giorno del loro primo appuntamento.
E quando Annia diventa giornalista come suo marito e si trasferisce con lui in Medio Oriente negli anni caldi che seguono l'11 settembre, è la cucina che la protegge dalla nostalgia, dal senso di non appartenenza, che costruisce per lei un nuovo rifugio.
Cucinare cibi conosciuti e sconosciuti, pietanze che sono familiari e altre che non lo sono per niente, è un modo di sentirsi a casa nel mondo.
Ovunque ci sia un conflitto ce n'è un altro che si svolge nell'ombra, e che non si vede in tv. Per cui la vita diventa un'infinita sequenza di cose che non si possono più fare.
I bambini non possono andare a scuola. I contadini non possono arare i campi. I musicisti non possono suonare. Però mangiare si deve.
Per questo il cibo diventa così importante: per sentirsi vivi.
Dai circoli letterari proibiti di Baghdad alle cucine di Beirut dove si preparano le ricette più antiche del mondo, Annia ci conduce in un viaggio sensoriale ed emotivo, fino nel cuore di un mondo millenario. Una ricetta per restare umani.

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